Il secondo welfare cresce ma servono nuove alleanze (26/11/2019)


Gli scarsi investimenti pubblici in ambito sociale e i complessi mutamenti socio-demografici in atto, vedono Stato, Regioni e Comuni far fatica nel risponde efficacemente alle necessità vecchie e nuove dei cittadini. Tutto ciò porta al perdurare della profonda sofferenza del welfare state italiano. Allo stesso tempo cresce e si rinforza la schiera degli attori privati (profit e non profit) che, lavorando spesso insieme con alleanze inedite, intervengono sussidiariamente in quelle aree di bisogno lasciate parzialmente o totalmente scoperte dal Pubblico. Una dinamica sempre più ampia e complessa, che sta cominciando a influenzare anche attività e politiche apparentemente lontane dai “classici” confini del welfare.

Sono questi alcuni degli elementi che emergono dal “Quarto Rapporto sul secondo welfare in Italia”, presentato lunedì 25 novembre a Milano, nel corso di un convegno pubblico al centro congressi di Fondazione Cariplo (nella foto in apertura) è il documento biennale realizzato da Percorsi di secondo welfare, Laboratorio afferente al Centro di Ricerca e Documentazione Luigi Einaudi di Torino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, che analizza le principali dinamiche sociali in atto nel nostro Paese ponendo particolare attenzione a esperienze innovative messe in campo da imprese, parti sociali, enti del Terzo settore e gruppi di cittadini.
Il volume, curato da Franca Maino e Maurizio Ferrera, si intitola “Nuove Alleanze per un welfare che cambia” (Giappichelli Editore, 304 pp.) ed esplora cambiamenti, esperienze concrete e prospettive di un settore fondamentale per la vita dei cittadini ma troppo spesso oggetto di letture ideologiche piuttosto che di analisi che tengano conto della complessità dei dati a disposizione.

Oltre ad aggiornare il quadro analitico relativo al welfare state italiano e fornire una panoramica articolata del peso del secondo welfare, il volume illustrata e approfondisce diverse dinamiche assunte dal secondo welfare, focalizzandosi in particolare su alcuni fronti ritenuti particolarmente significativi. Il Rapporto evidenzia il rafforzamento del welfare occupazionale, dando conto della diffusione del welfare contrattato – a testimonianza di un crescente protagonismo del sindacato e della negoziazione – e delle opportunità di intermediazione che si sono aperte per i tanti attori coinvolti nel mercato del welfare aziendale. Una particolare attenzione è riservata a provider di piattaforme e servizi e al mondo della cooperazione sociale, nella duplice veste di fornitore di servizi e mediatore nella predisposizione di piani e di interventi.
Il volume illustra quindi il rafforzamento della filantropia in una logica sempre più strategica dando risalto al rinnovato impegno delle Fondazioni di origine bancaria nel promuovere tale cambiamento nonché al crescente ruolo delle Fondazioni di impresa (fornendo anche una fotografia aggiornata circa la loro diffusione e fisionomia). Infine, particolare attenzione è posta alla sfida dell’inclusione sociale prendendo in considerazione due settori particolarmente significativi: quello riguardante il contrasto alla povertà più severa e quello dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale, da cui emerge la medesima necessità di lavorare a livello di governance territoriale per ottenere risultati positivi. Uno spazio di rilievo è dato anche all’educazione finanziaria e ai soggetti che se ne fanno promotori evidenziando come in questa fase storica sia necessario intervenire fin da subito per chiarire alle nuove generazioni le grandi sfide che il nostro Paese dovrà affrontare nei prossimi anni in tema previdenziale e mutualistico.

Il convegno di presentazione del Quarto Rapporto sul secondo welfare è stato aperto dagli interventi di Beppe Facchetti, presidente del Centro Einaudi, e Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo. Sono poi intervenuti Franca Maino, direttrice di Percorsi di secondo welfare, e i ricercatori Federico Razetti, Chiara Lodi Rizzini e Chiara Agostini che hanno illustrato i principali contenuti del Rapporto, su cui si sono poi confrontati Franco Bassanini, presidente di Fondazione Astrid, Claudia Fiaschi, Portavoce del Forum Terzo Settore, Emmanuele Massagli, presidente di Aiwa, e Marisa Parmigiani, direttrice di Fondazione Unipolis. A concludere l’evento Maurizio Ferrera, Scientific Supervisor di Percorsi di secondo welfare e professore dell’Università degli Studi di Milano.

In particolare, aprendo il convegno Beppe Facchetti ha affermato che «dopo otto anni di lavoro in feconda partnership con l’Università degli Studi di Milano, progressivamente cresciuto per dimensione e profondità, Percorsi di secondo welfare evidenzia sfide e necessità di approfondimenti sempre nuovi, e continuerà verso un ulteriore traguardo biennale. Nel momento in cui il Pubblico registra criticità strategiche e difficoltà applicative per interventi oltretutto molto costosi come il Reddito di cittadinanza, è positivo il sempre più largo coinvolgimento di soggetti privati ed intermediari come imprese, sindacati, fondazioni in forme di welfare più esteso e inclusivo».

«La nostra esperienza diretta sull’innovazione dei sistemi di welfare conferma che è fondamentale che alla base di un nuovo modello di intervento vi siano solide alleanze tra tutti coloro che operano in questo ambito» ha detto Giovanni Fosti. «Lo stiamo sperimentando con i programmi “Welfare in azione” e “QuBì – la ricetta contro la povertà infantile”. Il primo sta sostenendo nuove forme di welfare locale basate sul rafforzamento della dimensione comunitaria. Tra 2015 e 2018 i progetti avviati da Fondazione Cariplo insieme alle comunità territoriali hanno coinvolto attivamente più di 1.500 enti, 9.000 cittadini e oltre 1.600 aziende per rispondere a vecchi e nuovi bisogni e a creare nuove di governance in stretta sinergia con le istituzioni locali; il nostro “investimento” di oltre 36 milioni di euro ha generato un effetto leva, determinando uno stanziamento di oltre 87 milioni di euro sui 37 progetti realizzati. Con QuBì, programma finalizzato a rafforzare il contrasto alla povertà infantile, è stato attivato un lavoro capillare nei quartieri milanesi che ha coinvolto quasi 600 organizzazioni, ha creato una forte connessione con i servizi sociali territoriali e ha aggregato importanti risorse di altri partner finanziatori. È la dimostrazione concreta di ciò che afferma anche il Quarto Rapporto sul secondo welfare presentato oggi: per un nuovo welfare non servono solo nuove risorse ma è fondamentale la ricomposizione di ciò che c’è e la capacità di connettere i soggetti del territorio».

Franca Maino, presentando i principali contenuti del volume ha sottolineato che «il Quarto Rapporto mette in luce tendenze che i soli dati quantitativi spesso non riescono a riportarci nella loro complessità. Le nostre ricerche evidenziano come a più livelli si stiano sperimentando sinergie e alleanze inedite tra attori privati, profit e non profit, per affrontare alcuni bisogni sociali. E in tutto questo il Pubblico comincia a percepire con maggiore chiarezza il bisogno di essere della partita”.

Concludendo l’evento Maurizio Ferrera, ha dichiarato: «L’associazionismo dei corpi intermedi impegnati nel campo del secondo welfare non può essere fine a se stesso ma, come indicava Alexis de Tocqueville, deve sempre assumere forme aggregative orientate al raggiungimento di beni collettivi e ispirati a una logica di condivisione sociale. Nel nostro Paese stanno aumentando le realtà che si muovono in questo solco. È una dinamica positiva a cui anche la Politica dovrebbe prestare maggiore attenzione».

Nuove alleanze per un welfare che cambia– Quarto Rapporto sul secondo welfare” è scaricabile gratuitamente dal portale www.secondowelfare.it, sia in forma integrale sia per singoli capitoli. Quest’anno, per la prima volta, il volume è disponibile anche in una versione cartacea edita da Giappichelli, acquistabile in libreria e sul sito www.giappichelli.it.



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